Edificio Verde>

Il Destino dei Volumi di Fuksas a Tbilisi: Un Dibattito sull'Architettura e la Memoria Urbana

07/30 2026
La capitale georgiana, Tbilisi, si prepara a un cambiamento significativo nel suo panorama urbano con la decisione di demolire due edifici iconici, progettati dagli architetti di fama internazionale Massimiliano e Doriana Fuksas. Queste strutture, soprannominate affettuosamente dal popolo georgiano come “brocche” per la loro forma distintiva, erano destinate a ospitare un teatro musicale e una sala espositiva. Sebbene completate nel 2012, non sono mai state utilizzate, trasformandosi in un monito tangibile sulle sfide che l'architettura contemporanea deve affrontare nel conciliare visione artistica, pragmatismo e l'effettivo inserimento nel tessuto urbano.

Architettura Senza Anima: Quando un Simbolo Urbano Incompiuto Cede il Passo al Futuro

La Caduta delle “Brocche” di Tbilisi: Un Complesso Mai Nato

La municipalità di Tbilisi ha formalizzato l'autorizzazione alla demolizione del complesso ideato da Massimiliano e Doriana Fuksas, un progetto avveniristico situato sulla sponda sinistra del fiume Kura. Quest'opera, composta da due strutture tubolari in acciaio e vetro, intendeva ospitare un teatro da 566 posti e una sala espositiva. Il processo di demolizione dovrà essere completato entro la fine dell'anno e ha ottenuto il via libera anche dal consiglio municipale per la tutela del patrimonio culturale, segnando la fine di un'era per questi edifici conosciuti localmente come “brocche”.

Numeri e Controversie: Il Costo di un Sogno Infranto

I dati finanziari legati a questo progetto rivelano una storia complessa. Sebbene lo studio Fuksas abbia indicato un costo di 40 milioni di euro, le fonti georgiane suggeriscono cifre diverse, con circa 27 milioni di euro già spesi e ulteriori 7 milioni stimati per il completamento. Nonostante gli ingenti investimenti, il complesso è rimasto invenduto per sette volte dopo essere stato messo all'asta, per poi essere acquisito nel 2022 da Rike Dome, parte del gruppo turco-georgiano Maqro. Il destino dell'area è ora delineato da un decreto governativo che prevede la costruzione di un albergo, anche se al momento nessun piano è stato depositato.

La Visione Incompiuta: Un Periscopio Infranto sulla Città

Il progetto originale prevedeva una connessione profonda con la città, con il volume del teatro che si elevava dal suolo per aprire il foyer verso il fiume e il centro storico, descritto dagli architetti come un “periscopio verso la città”. Questa ambiziosa visione, tuttavia, non ha mai trovato piena realizzazione. L'ossatura esterna fu completata, ma gli interni rimasero grezzi, lasciando incompiuta la promessa di un'esperienza architettonica e culturale che nessuno ha mai potuto sperimentare.

Funzione Versus Rappresentazione: Il Dilemma degli Edifici Pubblici

La vicenda di Tbilisi evidenzia una distinzione fondamentale tra due tipologie di edifici pubblici: quelli che servono a ospitare e quelli che servono a rappresentare. Un ministero o una scuola hanno una funzione intrinseca e continuativa, la cui necessità trascende i cambiamenti politici. Al contrario, il complesso Fuksas rientra nella categoria degli edifici che rappresentano un'idea – in questo caso, la modernità e l'apertura della Georgia – ma che, mancando di una funzione concreta, rimangono come simboli vuoti. La cultura è diventata spesso il veicolo preferito per tali progetti, ma la mancanza di un'istituzione solida a cui legare l'edificio può condannarlo all'inutilizzo, come dimostrato dalla disponibilità di una grande sala concerti esistente a Tbilisi.

Un Guscio di Successo Senza Vita Interiore: L'Immagine Prevale sulla Sostanza

Per quasi quindici anni, il complesso di Rike è stato celebrato e premiato, inserito in guide e pubblicazioni, ma sempre e solo attraverso immagini esterne. L'esoscheletro completato nel 2012 ha offerto un profilo suggestivo, immortalato dall'alto o da punti panoramici, ma gli interni sono rimasti incompiuti, rendendo l'edificio una facciata senza vita. Questa dinamica ha permesso all'opera di “funzionare” perfettamente per l'industria specializzata, rispondendo all'unica aspettativa di essere fotografata dall'esterno, ma privandola di qualsiasi legame emotivo o funzionale con la comunità locale.

Silenzio Assordante: L'Assenza di Opposizione e il Paragone con Altri Progetti

A differenza del progetto Panorama Tbilisi, che ha generato ampie proteste per la sua invasività nel paesaggio urbano, il destino delle “brocche” è stato accolto con un silenzio quasi totale. Sebbene entrambi i progetti condividessero una scala imponente, un'origine politica e un'ambizione iconica, la differenza sostanziale risiede nel fatto che le “brocche” non hanno mai sottratto nulla ai cittadini, non avendo mai offerto nulla in primo luogo. Questo dimostra come il conflitto urbano si accenda solo quando c'è qualcosa di concreto da perdere, evidenziando la disconnessione tra l'opera e la vita quotidiana di Tbilisi.

Cicli Accelerati e la Fragilità del Moderno: Un Futuro Incerto per l'Architettura

L'abbandono del complesso ha occasionalmente riportato le “brocche” al centro del dibattito pubblico, come nel caso di un tragico incidente poi smentito, che tuttavia ha evidenziato la distanza tra l'opera e la città. La demolizione è stata giustificata con motivazioni estetiche dal primo ministro, con lo stesso criterio che in passato ne aveva guidato la commissione. La Georgia non è nuova a demolizioni controverse, e molte opere moderniste del XX secolo non godono di protezione. Questo fenomeno, dove opere anche firmate da architetti di fama internazionale vengono rapidamente distrutte, sottolinea come in contesti urbani in rapida evoluzione, i cicli di vita, demolizione e ricostruzione degli edifici siano notevolmente accelerati, rendendo la permanenza dell'architettura contemporanea un bene sempre più precario.